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Stress Languages: A quale tipologia di stress appartieni?

Esplodere, ingoiare tutto o reprimere? Non tutti reagiscono allo stesso modo in situazioni di stress. Esistono queste lingue e tipologie di stress e possono aiutarti nella tua relazione.

Le cosiddette «Love Languages» sono ormai note a molte persone. Esse aiutano a capire meglio e a promuovere il comportamento e i bisogni nelle relazioni. Ma oltre alle «Love Languages», ora si stanno diffondendo anche le cosiddette «Stress Languages». Queste descrivono come le persone reagiscono allo stress o come mostrano all’esterno il loro livello di stress.

Stress Languages: Come reagisci allo stress?

Esistono diversi approcci e modelli per descrivere le reazioni allo stress, con diverse denominazioni e numero di tipologie. Tuttavia, i modelli sono simili nella loro essenza. È importante notare che le persone non sempre si adattano a una sola categoria, ma spesso mostrano una combinazione di diverse reazioni. Inoltre, i modelli di stress possono variare a seconda del contesto, ad esempio in situazioni lavorative o in ambito privato.

In sintesi, si possono distinguere i seguenti tipi: 

Il combattente (The Fighter / The Exploder)

Lo stress viene affrontato come un problema acuto, spesso con un atteggiamento conflittuale. Quando è stressato, il combattente reagisce spesso con difesa, aggressività e desiderio di controllo. Le reazioni tipiche sono l’iperreattività, come irritabilità, frustrazione e rabbia, e comportamenti impulsivi, come urlare, litigare o interrompere bruscamente una conversazione. È comune anche criticare e incolpare gli altri, e ci vuole molto tempo prima che la persona si calmi.

Il congelato (The Freezer)

Lo stress blocca la capacità di agire. Le persone colpite si sentono isolate, paralizzate e incapaci di prendere decisioni o di accettare consigli. La loro autostima è gravemente compromessa e si disconnettono interiormente, il che rende difficile per loro agire attivamente.

Il risolutore di problemi (The Fixer)

Il risolutore di problemi cerca l’armonia e spesso si assume la responsabilità dei problemi altrui, anche quando non è necessaria una soluzione diretta. Diventa rapidamente attivo e si comporta in modo disponibile, ma spesso oltrepassa i limiti degli altri. Spesso trascura i propri bisogni per gestire il caos degli altri.

Il fuggitivo (The Fleer / The Number)

Chi fugge reagisce allo stress con l’evitamento e il ritiro. I problemi vengono ignorati e si cerca di sfuggire alla realtà fisicamente, mentalmente o emotivamente. Si cerca di distrarsi con attività come l’esercizio fisico eccessivo, il lavoro, il mondo online o l’alcol. È anche tipico il distacco emotivo e l’immobilità, per sfuggire a situazioni che provocano stress.

Il Soppressore (The Suppressor / The Denier / The Imploder)

La persona che tende a reprimere i sentimenti è calma all’esterno, ma lotta con lo stress all’interno. Internalizza lo stress e spesso si considera la causa del proprio disagio, il che porta a un’autocritica eccessiva, a pensieri negativi e a sentimenti di disperazione. Un tratto tipico di alcune persone che tendono a reprimere i sentimenti è il ritiro nella propria mente, accompagnato da positività tossica e da un ottimismo eccessivo. I problemi e le emozioni negative vengono ignorati, nella speranza che scompaiano da soli.

Il compiacente (The Pleaser)

Il conformista reagisce allo stress adattandosi per evitare conflitti e placare le minacce. Di solito dice di sì, non pone limiti e non esprime i suoi veri sentimenti o pensieri. Invece, cerca di accontentare tutti, anche se non è d’accordo, e mette il benessere degli altri al di sopra del proprio.

«Nella vita quotidiana, spesso si riconosce come soggetto stressato solo il tipo combattente. Eppure anche gli altri tipi sono altrettanto colpiti dallo stress», spiega Nadia Fernández Müller, giornalista e consulente psicologica IKP.

Perché è importante conoscere la propria Stress Language o quella del partner?

Lo stress e il suo impatto sulle relazioni

Lo stress ha un impatto significativo sul benessere personale e può influire negativamente sulle relazioni. Ruba energia, riduce la pazienza, aumenta l’irritabilità e può persino diminuire il desiderio di intimità e vicinanza. Tutto questo può generare conflitti in una relazione. È quindi importante conoscere la propria «lingua dello stress» e quella del partner.

Comprendere l’importanza della lingua dello stress

La reazione allo stress è biologicamente radicata e si sviluppa nel corso della vita, spesso come meccanismo di difesa. Conoscere la Stress Language del proprio partner ci aiuta a capire meglio il suo comportamento, a capire di cosa ha bisogno in quel momento e a non prendere le cose sul personale. L’obiettivo non è però usare le reazioni allo stress come scusa o giustificazione per ogni comportamento, ma agire meglio insieme in situazioni stressanti.

«Il modo in cui si reagisce allo stress in generale cambia spesso nel corso degli anni», aggiunge l’esperta. «Quasi nessuno rimane legato alla stessa lingua dello stress per tutta la vita».

Trasparenza e comunicazione come chiave

È fondamentale un dialogo aperto su questo argomento. È utile spiegare al partner cosa succede quando si è stressati e chiedergli quali comportamenti nota in noi, perché non sempre siamo in grado di riconoscerli. Altrettanto importante è parlare di cosa ci aiuterebbe in queste situazioni, in modo che entrambi i partner possano capirsi meglio e lavorare insieme per trovare una soluzione.

Anche l’esperta è d’accordo: «È importante parlare apertamente del proprio stress. In questo modo si possono evitare molti conflitti e incomprensioni».

Come combattere lo stress?

Al dossier

di Lara Brunner,

pubblicato in data 17.03.2026


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