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5 regole per fare il bagno in sicurezza

Le gioie dell'acqua sono condivise da grandi e piccini. Ma per non rovinare il divertimento, ci sono alcune regole da seguire.

1. Alimentazione

Dopo aver mangiato bisogna aspettare due o tre ore prima di fare un tuffo, secondo la famosa regola che fa brontolare i bambini? Sì, ma non in modo rigido: "La digestione riduce l'afflusso di sangue al cervello", spiega la Società Svizzera di Salvataggio (SSS). "L'attività sportiva dopo un pasto può provocare vertigini e malessere". Ma quanto dobbiamo aspettare? "Tutto dipende dal tipo di pasto", dicono gli esperti. "Un pasto abbondante richiede più tempo per essere digerito rispetto a uno spuntino leggero". Per quanto riguarda le bevande, le cose sono più semplici: prima di una nuotata non bisogna bere neanche un goccio di alcol! Piccole quantità compromettono già i riflessi che possono rivelarsi fondamentali quando si nuota, sottolinea l'Ufficio prevenzione infortuni (UPI).

2. Sorvegliare i bambini

I bambini piccoli devono essere "a portata di mano" e quelli più grandi devono essere sempre sotto controllo visivo. I braccioli arancioni sono sconsigliati: se è vero che il loro "galleggiamento immediato fa risparmiare secondi preziosi in caso di salvataggio", c'è il "rischio che si sfilino o che si buchino". Peggio ancora, il fatto che galleggino solo le braccia "è molto sfavorevole" per i più piccoli, per i quali è la testa a pesare di più. "Se i bambini piccoli inclinano la testa in avanti e la mettono sott'acqua, spesso non riescono a tirarla su". Inoltre, i bambini molto piccoli non hanno ancora il riflesso di trattenere il respiro. I giubbotti di salvataggio sono più sicuri per i bambini.

Le stesse regole valgono per le piscine private, anche quelle poco profonde, dove si verificano molti incidenti. "Non lasciarti distrarre dallo smartphone o da una conversazione con il vicino", scrive l'UPI. 

3. Canicola

Se fa molto caldo, il nostro corpo "lavora" per evacuare i gradi Celsius. I vasi sanguigni si dilatano e il cuore batte più velocemente. Immergersi in acqua senza essersi prima bagnati può causare uno shock termico che rallenta la circolazione sanguigna: la famosa idrocuzione. Ne conseguono disturbi o malesseri. Nota: la pausa pranzo non è il momento più caldo della giornata. Le temperature continuano a salire fino alle 16.00-17.00 circa, e anche alle 18.00 in caso di canicola. Per evitare lo shock termico, è necessario prestare attenzione durante tutto il giorno. 

4. Essere in forma e ben equipaggiati

In estate, laghi e fiumi sono ancora più invitanti e rinfrescanti delle piscine. Ma sono anche i luoghi in cui si verifica la maggior parte degli incidenti. Il primo consiglio è "non tuffarsi o immergersi in acque sconosciute o torbide", che possono nascondere pericoli come massi a profondità inferiori.

Secondo consiglio: non nuotare da soli per lunghe distanze. Gli esperti raccomandano inoltre di "portare con sé un aiuto al galleggiamento, in modo da potersi riposare e recuperare le forze in caso di stanchezza improvvisa". Attenzione: nei corsi d'acqua, il dispositivo gonfiabile non deve essere attaccato al corpo, perché potrebbe impigliarsi in un ostacolo e bloccare la persona che lo trasporta. Una piccola boa gonfiabile chiamata "Restube", che può essere piegata e trasportata in un marsupio, è più adatta. Grazie a una cartuccia di CO2, la boa si gonfia non appena si tira l'apposita linguetta. Per le acque più calme, le borse gonfiabili ("dry bags") consentono di trasportare i propri effetti personali e di riposare se necessario. Con i loro colori vivaci, inoltre, rendono visibili i loro proprietari.

5. Aiutare

Quando qualcuno chiede aiuto, prima di agire bisogna sempre pensare anche alla propria sicurezza. "Come regola generale, per un salvataggio più sicuro possibile, il soccorritore non dovrebbe entrare in acqua", afferma la SSS. È necessario chiamare i soccorsi, parlare con la persona e lanciarle una boa, una sacca di salvataggio, dei braccioli o una tavola da nuoto. Se non sono disponibili, le bottiglie in PET vuote, un pallone da calcio o simili possono aiutare e far guadagnare tempo. Anche i jeans possono essere utili: "In caso di emergenza, anche un paio di jeans legato ai piedi e alla vita può essere lanciato alla vittima e offrire un aiuto al galleggiamento a breve termine grazie all'aria racchiusa", scrive la SSS.

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di Ariane Gigon,

pubblicato in data 13.06.2023, modificato in data 15.06.2023

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