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Ecco come riconoscere e combattere i pidocchi

I pidocchi sono un bel grattacapo – nel vero senso della parola! Come levarseli di torno? iMpuls ti rivela come fare e chiarisce le sei domande più importanti.

I piccoli parassiti sono autentici guastafeste. Provocano un prurito insopportabile. E complicano inutilmente la vita. Dopo le vacanze scolastiche imperversano sulle teste dei più piccoli e passano allegramente da un ospite all'altro. La buona notizia: si può dar loro il benservito. Ti spieghiamo come e chiariamo le domande più importanti.

1. Chi dobbiamo informare in caso di pidocchi?

È inutile eliminare i pidocchi in gran segreto dalla testa dei propri figli, perché magari il vicino di casa o il compagno di banco ne ospita a sua volta uno squadrone. E i pidocchi sono creaturine svelte: con le 6 zampette di cui dispongono possono percorrere la bellezza di 20 centimetri in un minuto. Perciò basta che due teste si avvicinino, durante il gioco o per un abbraccio, perché i parassiti si trasferiscano dall'una all'altra. Ergo – 1° punto: informare parenti e amici, vicini, responsabili scolastici, praticamente chiunque. Solo uniti si può fare terra bruciata intorno ai piccoli, grandi scocciatori.

2. Come si riconoscono i pidocchi?

Allarme pidocchi a scuola o all'asilo? Di solito scatta subito dopo le vacanze. Perché la piaga colpisca di preferenza al termine delle vacanze non è dato sapere. A proposito: il pidocchio adulto misura solo 3-4 millimetri. Il colore va dal bianco grigiastro al bruno rossastro, a seconda del tempo trascorso dall'ultimo banchetto a base di sangue.

Prima di sottoporsi a una sgradevole lavata di capo con oleosi shampoo anti-pidocchi conviene fare così: distribuire una dose abbondante di lozione trattante sui capelli umidi, spazzolare a fondo e passare infine una ciocca alla volta con un apposito pettine deovulante, ovvero a denti molti fitti. A intervalli regolari si strofina il pettine su un pezzo di carta igienica o da cucina e si verifica l'eventuale presenza di pidocchi, uova o lendini (gli involucri biancastri delle uova). Si tenga presente che i parassiti in questione si annidano volentieri sul cuoio capelluto ma anche dietro le orecchie e sulla nuca, dove la temperatura è particolarmente gradevole.

3. È necessario un trattamento per le uova o le larve?

Partiamo con la buona notizia: se il rastrellamento con il pettine non ha portato alla luce pidocchi vivi, non c'è ancora bisogno di trattamenti radicali. È quindi irrilevante se sul pezzo di carta siano presenti uova già mature oppure «solo» lendini. Più importante è sapere che 2-3 giorni dopo la fecondazione una femmina di pidocchio depone da 4 a 6 minuscole uova, che si schiudono dopo 7 giorni. Nell'arco della sua vita – che va da 20 a 30 giorni – un pidocchio può generare fino a 100 discendenti. Il baby pidocchio (tecnicamente chiamato larva o ninfa) non è ancora in grado di migrare da una testa all'altra. Se all'esame del pettine risultano solo uova o lendini, quindi, non bisogna far altro che continuare a setacciare la chioma.

4. Qual è il trattamento per i pidocchi vivi?

La regola base prevede di passare al vaglio i capelli con il pettine a denti fitti due volte a settimana per 14 giorni. In assenza di pidocchi vivi è sufficiente questa operazione, perché vuol dire che le uova sono vuote oppure le larve al loro interno già morte. Nel caso di pidocchi vivi, invece, servono misure più drastiche, ovvero bisogna ricorrere a un prodotto anti-pediculosi. In farmacia se ne trovano diversi. Solitamente si tratta di shampoo inodori e leggermente oleosi da applicare sui capelli asciutti, massaggiare fino a ottenere una schiuma, lasciar agire per un certo tempo e infine risciacquare bene.

L'involucro delle uova è costituito da chitina e, come tale, piuttosto resistente. Quindi non è detto che un trattamento solo sia sufficiente. L'operazione con lo shampoo va pertanto ripetuta assolutamente a distanza di 7 giorni. A proposito: non ci si illuda di poter così fare a meno del bisettimanale vaglio capillare con pettine e carta, che diventa anzi essenziale per verificare il successo del trattamento e impedire un nuovo contagio. Del tutto inutile, viceversa, mettere mano al fon caldo, perché i pidocchi reggono piuttosto bene il calore.

5. In caso di pidocchi, lavare tutto e tagliare i capelli?

In passato i genitori si affannavano a lavare peluche, lenzuola, coperte & Co. e si affrettavano a buttare caschi da bicicletta, berretti e copricapi vari. Tutto inutile, perché i pidocchi hanno bisogno dell'organismo umano per sopravvivere. Senza una dose di sangue fresco ogni 2-3 ore, infatti, muoiono. E il cuoio capelluto è un habitat ideale per loro: caldo, leggermente umido e con una bella scorta di sangue sempre a portata di rostro. Altrettanto vano tagliarsi la zazzera, dato che ai pidocchi bastano un paio di centimetri di capello per mettersi comodi e prolificare in allegria. In compenso è opportuno lavare in acqua saponata molto calda pettini, spazzole ed elastici per capelli – intorno ai 60 gradi i parassiti muoiono.

6. Si possono prendere i pidocchi più di una volta?

Per nostra sfortuna i pidocchi sono come quegli ospiti importuni e spudorati che, pure se li cacci in malo modo, tornano come niente fosse a suonarti alla porta. Da questo punto di vista sono un banco di prova per la resistenza allo stress di una coppia o una famiglia: chi ha «spidocchiato» una volta il/la partner o la prole tiene testa a tutto o quasi. Irrorarsi il capo di oli essenziali è poco efficace perché, una volta evaporato l'olio, i micro-vampiri tornano ad avere via libera. Senza contare che una simile profilassi può scatenare allergie a carico del cuoio capelluto. 

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di Bettina Bendiner,

pubblicato in data 07.09.2021, modificato in data 30.08.2023


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