Nutrizionista e docente alla Scuola universitaria professionale di Berna
Il contenuto di alcol nel sangue diminuisce tra lo 0,1 e lo 0,2 per mille all'ora, a seconda dell'età, del sesso, della costituzione genetica e delle abitudini di consumo. Quindi se il tasso alcolemico di una persona è dell'1 per mille, occorrono dalle 5 alle 10 ore per eliminare completamente l'alcol nel sangue.
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A tal proposito vi sono risultati contrastanti. Alcuni studi indicano che chi beve vino ha un minor rischio di ammalarsi di cancro o soffrire di ipertensione rispetto a chi assume la stessa quantità di alcol sotto forma di birra o superalcolici. Ciò viene attribuito alle sostanze vegetali secondarie presenti nel vino, primo fra tutti il cosiddetto "Resveratrolo". Altre differenze fra le diverse fonti di alcol potrebbero però trovarsi nel più sano comportamento di chi beve vino rispetto a chi consuma birra o superalcolici, fattore di cui lo studio non ha potuto tenere conto in modo sufficiente. Alla luce degli studi attuali, si può piuttosto concludere che è solo, o almeno principalmente, l’alcol la causa delle conseguenze positive o negative per la nostra salute. Vale a dire: il vino probabilmente non è più "sano" della birra.
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Chi beve birra, vino o superalcolici può influenzare l’assunzione di alcol nel sangue con la contemporanea o precedente assunzione di cibo. In modo particolare i cibi grassi rallentano l’assorbimento di alcol. I grassi restano a lungo nello stomaco, col risultato che ciò che è stato ingerito passa nell’intestino tenue più lentamente. È lì che avviene la maggior parte dell’assorbimento di alcol e di sostanze nutrienti nel corpo. Non possiamo però influenzare con ciò che beviamo e mangiamo lo smaltimento dell’alcol, nonostante quanto afferma chi produce prodotti a tal fine.
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L’alcol arriva velocemente al cervello, dove influisce su una ghiandola ormonale che produce un ormone che induce i reni a trattenere l’acqua nel corpo. Se beviamo molto alcol, inibiamo nel cervello la produzione di questo "ormone antidiuretico ADH". I reni riassorbono meno acqua nel sangue e ne espellono di più tramite l’urina. Quando beviamo birra, vino o alcolici i reni producono più urina di quanto accada quando beviamo a la stessa quantità di una bibita non alcolica. Maggiore è il contenuto di alcol, tanto maggiore sarà la disidratazione. Questo è uno dei motivi che generano i sintomi post-sbornia e anche dell’arsura dopo una notte di bagordi. I bevitori furbi aggiungono quindi la stessa quantità di acqua a quella degli alcolici assunti.
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Alcuni bevono una birra contro il mal di testa il giorno dopo. Il che non è poi un’idea così cattiva. L’etanolo «reprime» infatti il metabolismo degli alcoli superiori, perché viene preferibilmente metabolizzato dal fegato. Si genera quindi una minore quantità di sostanze dalla scomposizione degli alcoli superiori, che sono quelle che provocano il mal di testa e gli altri sintomi. Tutto questo in teoria. Se poi davvero la birra contribuisca a lenire i sintomi della sbornia, non è noto. Altrettanto non provata è l’efficacia di tutti i rimedi e polverine che i relativi produttori promettono per alleviare i postumi della sbornia. Con eccezione, ovviamente, delle pastiglie per il mal di testa.